Chi me lo fa fare?

Settembre 27, 2009 di quaproquo

Era quello di cui avevo più bisogno, qualcosa in cui tuffarsi di testa.
Vento, spero ci sia tanto di quel vento da spazzare tutto. Anche me stesso, se c’è ne bisogno.
Ma un cambio di coordinate non mi cambierà.

Sono solido come una roccia, non ho un minimo di paura. Strangolerò i giorni assorbendone la linfa vitale, mi ubriacherò di emozioni e mi annoierò della noia.

Maledirò i giorni persi. Forza.

Stavolta sarò solo io. Addio!

I used to roll the dice

Settembre 2, 2009 di quaproquo

Stronza!
Spero ti diverta almeno, a ridere di me. Guarda cosa hai combinato, in cosa mi hai fatto mutare? È tutta colpa tua, lo è da sempre, è sempre stata solo colpa tua.  Avrei voglia di insultarti, di affrontarti faccia a faccia e di gridare così tanto da scompigliarti i capelli. Farti soffrire. Ma qualunque cosa faccia, non capiresti mai: Sei nata stronza.

Sembra quasi che hai programmato tutto, è tutto uno stupido gioco e io sono la tua bella cavia da laboratorio, mi tieni li a girare sulla ruota e ad annotare i miei comportamenti sui blocchetti. Fottiti se non sono abbastanza interessante.
Io giro la ruota e sta cazzo di ruota non gira, mai. Stronza perchè sai che ti voglio, ti desidero con tutto me stesso. Stronza perchè sai che nemmeno tutto me stesso è abbastanza per averti, valgo per te quanto una cicca.
Mi angoscia il solo pensarti, quelle tue labbra carnose così invitanti. Più ti avvicini e più sono coglione, non imparerò mai.

Ho aspettato, ho aspettato tanto, anni e anni. Ho aspettato invano. Continuerò ad aspettare gli anni venturi perchè non so far altro che aspettare. Perchè tanto non avrei altro da fare. Io sono qui, sempre e comunque. Sorridimi anche con una delle tue mille facce, anche con la più meschina, quella che preferisci.

Ma per favore, non illudermi più. Non dirmi che se parto cambieranno le cose, che avrò un’altra chance. Sai che non ti dimenticaro. Sai che rimarrò sempre lo stesso.

Se lo sai tu, figurati se non lo sappia anch’io

Festival dell’ippocrisia

Agosto 30, 2009 di quaproquo

Il fraticidio è il peggiore dei crimini. Scoprire di non dover temere il solito straniero marocchino odor letame ma il nostro “fratello”, uno che potrei essere io. Scoprire che anche lui sarebbe meglio temere me. Questo inquieta.

Sarebbe più comodo e meno avvillente uno scontro frontale, uomo vs uomo, senza intermediari, o io o te. Qualcosa di maschio. Così sia

Cannibalismo per stare sotto un riflettore, visto che di fotoni ne emettiamo troppo pochi.

Straniero

Agosto 10, 2009 di quaproquo

Adoro le parole piene, in ogni lingua. Quelle che ti riempiono la bocca a pronunciarle.
Quelle di cui capiresti il senso anche sensa conoscerle.

Stramazzo al morbido suolo, credo, aspiro, haspiro con la h haspirata, non mangio ma mi nutro e sento stridere le vene.
Sprisciate, accsi, sul saul, avast! Stringo strenuamente, lampo, glimps, medito, grugnisco, trmon, shakerare, agguerrito, tetro, buio, lampo, tuono.

Terreno. No, non è il mio usare le parole.  Testa e razionalità, these would be my preferite weapons.

Se non fossi  crazy e se non fossi pazzo.

Statale 16 (bis)

Luglio 27, 2009 di quaproquo

Credevo di essermi liberato, almeno di te.
Non guardavo neanche più gli specchietti, tanto sicuro ero che non ti avrei visto. Che ormai eri a distanza siderale.
Me ne vado tranquillo, con la mia bella velocità di crociera. Senza forzare, senza esagerare. Tanto tu eri dietro.

Mica lo sapevo io, che avevi accellerato così.
Mi hai fulminato. Ti ho visto sfrecciare alla mia sinistra dopo aver messo la freccia e io inerme, ti ho fatto passare.

Almeno non hai messo il dito medio. Quello avrei voluto metterlo io.

Non deve essere per forza una gara. Ma cazzo, ora è tempo di accellerare.  Sto perdendo la spinta, non vedo l’ora di scalare in 4°e ripartire.

Vecchio

Luglio 3, 2009 di quaproquo

Che oggi sia il 3 luglio è già qualcosa!

E volato anche questo. Il tempo vola, e quello stronzo sul blog si diverte a farmi paura.  -54 No, non mi sento pronto. Non lo sarò mai. Contento?

Il dighidap eghèin

Giugno 11, 2009 di quaproquo

I sogni non mentono. Almeno lì so quello che voglio e in qualche modo lo ottengo.
I sogni sono tra le poche cose che ho a disposizione per vivere. Chissà chi dobbiamo ringraziare per essi.
Privatizziamo i sogni. Costruiamoci un’industria attono.
“I tuoi sogni si avverano” sarà lo slogan che tempesta le nostre strade,  riempirà gli spazi televisivi. Solo all’inizio, per farci conoscere. Poi sarà moda.

In fondo che differenza c’è tra la vita e il sogno? Solo sensazioni in entrambi i casi. Solo fisica, chimica o non so che altro diavolo di scienza che fa si che il nostro bell’encefalo ci faccia vivere. Eppure non ne riusciamo a trascendere dalla realtà.

La differenza e che non siamo autosufficienti. Abbiamo l’universo in testa, ma l’universo del già visto. Lui elabora, trasforma ma non inventa, è tutto già visto. E alla fine ti annoi, visto che la vita ti sorprende sempre con qualcosa di nuovo. Basta cercarlo.

Basta uscire, prendere un biglietto per Bolzano, una nave per Venezia, un’aereo per Rio. E qualcosa di nuovo lo troverai. Basta anche collegarsi ad Internet, o accendere la tv se si è fortunati, purtroppo.

Così siamo schiavi della nostra vita, imprigionati nell’aspettare quello che ci capita e che ci deve capitare. Senza possibilità di ribellarci. Ad aspettare che il destino trasformi un 7 in un 6 e uno 0 in un 1, o meglio in un 10, un 100 e perchè no un 1000. Tanto sognare non costa niente. Non l’hanno ancora privatizzata, l’industria dei sogni.

Sogniamo finchè possiamo, che con i politici che abbiamo non si sa mai.

5 anni

Maggio 20, 2009 di quaproquo

Come si fa a non scrivere 2 righe, a non cercare di riordinarsi le idee, in un momento così importante?

3 giorni, 16 ore per la precisione e sarà tutto finito. Si, vabbè, non tutto, ma il concetto è quello.
5 anni, cazzo! Vuol dire che è stato il periodo più importante nella mia vita, quello che qualunque cosa accadrà sarà sempre con me. Sono entrato bambino e sono uscito io.
5 anni di incazzamenti, stress, liti, casino, amicizie, risate, note, scherzi subiti e scherzi fatti, gite, olimpiadi, compleanni, stronzate. Sempre con le stesse 25 persone che ho visto crescere e che mi hanno visto crescere e che ora sono quelle che meglio mi conoscono. Già li rimpiango, io, coniglio nei confronti di un futuro ignoto.

3 giorni e finisce tutto, senza titoli in prima pagina, senza proclami.
Bah, non mi sembra si stia dando il giusto peso a tutto questo.

E io ho già nostalgia :’(

Manifesto

Aprile 2, 2009 di quaproquo

Che simpatia che mi fa vedere uomini vestiti in nero che devastano Londra. Ecco, forse questa fantomatica crisi, che nessuno sa o che nessuno vuol far conoscere bene forse servirà almeno a farci risvegliare.

Da tanti anni ormai viviamo nel paese dei balocchi, è incredibile. Siamo vittime, ma vittime-coscienti e quindi colpevoli nella nostra negligenza, di una sparuta minoranza che ci vuole tutto in riga

Partiamo dall’informazione, tutta in mano a un gruppo di 3 o 4 persone. Berlusconi, una di essi, la maggiore, mi fa proprio ridere. è un coglione, nel vero senso della parola: Uno che si è fatto strada grazie al suo unico talento, la faccia da culo.

L’esponente perfetto dell’Italia. Dovunque mi giro sento sempre le stesse patetiche opinioni, che ognuno deve imparare a memoria per poter fare la sua porca figura. Berlusconi ladro, la sinistra è peggio, bisogna iniziare col diminuire lo stipendio ai parlamentari, ah no quest’anno non voto, lo prometto.

Information sometimesmakes mosters.

Pensare con la propria testa significa diversificarsi, uscire dalla massa e non paga. Non paga rispetto ciò che la massa ritenga esso voglia dire. E l’unico modo per essere appagati significa uscire così fuori dal mondo da uccidere ogni stereotipo

Spesso non ci accorgiamo che siamo ciò che ascoltiamo, specchi che riflettono qualcosa di già visto. Se siamo fortunati siamo un pò torti e possiamo modificarle.

Sono uno specchio anch’io che tanto mi affanno nel non esserlo.
Sono uno specchio anch’io proprio perchè mi affanno tanto nel non esserlo.

Allora forse è meglio scegliere qualcosa di buono da specchiare.
Ad esempio Capa, un coglione come quello che andava qualche anno fa in giro per sanremo pelato e con 2 sopracciglie da farlo sembrare un perfetto primate e riuscito a far pensare una parte della città.
Lo stimo tantissimo per quello che ha fatto, per aver dato segno di un incredibile coerenza così rara tra a gente, perchè è uno che per cambiare le cose ha provato a muoversi da solo.
Gli è andata bene: cosa sono i soldi in confronto alla mia stima?.
E poi ha regalato anche una serata di felicità a tanta gente:

Felicità! Bellissimo mistero! Sono ancora convinto che è l’unica cosa che va ricercata durante la vita (to be continued)

Correre

Marzo 4, 2009 di quaproquo

Esco senza lavarmi i denti, cambio solo le ciabatte con un paio di scarpe.

Scendo le scale, esco.  Non fa freddo, peccato.

Inizio ad accelerare, inizio a correre. Sono al lungomare e giro a destra, verso la spiaggia.

Saluto chiunque mi trovi davanti e loro non ricambiano. Sorrido e vado avanti, spingendo al massimo.

Non sono stanco, voglio continuare finchè i polmoni mi sostengono e a quel punto mi stendo.

Il vento in faccia mi fa godere e osservo l’orizzonte. Sono senza fiato,  sono senza fiato.

Passa una ragazza e mi chiede una sigaretta. Gliela offro.

“Che stai facendo qui?” Silenzio.

Si siede accanto, in silenzio.

Porca puttana, se ne andata la corrente. Devo subito riaccendere il computer e riaprire quell’insieme di blog, social network, chat e forum che danno un senso ai miei pomeriggi. Toh, guarda questo che ha scritto. Per non parlare di quanto è bello l’ultimo giochino in flash. Ci passerò almeno le prossime 2 ore.